Nel 1939, la Gran Bretagna pubblicò un documento ufficiale, destinato a cambiare radicalmente il destino degli ebrei europei e mediorientali
Pogrom. Due continenti, nessuna salvezza
Tra il 1941 e il 1946, in diverse regioni d’Europa e del Medio Oriente si verificarono nuovi episodi di violenza contro gli ebrei.
Dalla Polonia a Baghdad, storie di un dopoguerra senza scampo
Due ragazzi, due città e lo stesso destino di persecuzione
1946, persecuzioni senza fine
Il 1946 costituì un nodo decisivo per la storia del dopoguerra ebraico, con l’espressione di violenza antisemita che si riallacciava a quella degli anni precedenti e che mostrò con chiarezza una verità spesso rimossa
Frontiere chiuse, sopravvissuti in trappola
Nel 1945, mentre l'Europa celebrava la fine della Seconda Guerra Mondiale, per decine di migliaia di ebrei sopravvissuti, quella che doveva essere la tanto attesa liberazione si trasformò in una beffa crudele
Dopo la guerra: ostilità, assassinii, mancate restituzioni
Nel complesso, gli storici stimano almeno 1.500 ebrei furono uccisi nell'immediato dopoguerra. Molti erano sopravvissuti ai campi. Erano tornati dove nessuno avrebbe voluto rivederli
Il ritorno che non c’è mai stato
Quando la guerra finì, molti sopravvissuti fecero la cosa più naturale: provarono a tornare a casa. Non cercavano solo la normalità, ma anche un luogo che fosse ancora loro.
La Struma: una tragedia del blocco britannico (1941–1942)
Per le comunità ebraiche dell’epoca, la Struma divenne simbolo della totale assenza di protezione internazionale durante la Shoah e della volontà — politica più che bellica — di impedire agli ebrei di trovare un rifugio

La nuova caccia all’ebreo: i pogrom dopo la liberazione
Berl Frydman, sopravvissuto ad Auschwitz, ucciso a Kielce, è una delle tante vittime dei pogrom del dopoguerra.
Dopoguerra ostile: la liberazione che non libera
Il dopoguerra ebraico non nacque nel vuoto: riemerse da un continente che, anche durante il conflitto, aveva mostrato un diffuso disinteresse nell’impedire l’annientamento totale degli ebrei.
Case senza ritorno: il dopoguerra che l’Europa ha dimenticato
Nel 1945, il ritorno degli ebrei sopravvissuti non fu un viaggio verso casa.
Fu l’ingresso in un continente che non era pronto a rivederli.
Il 1946: l’anno dimenticato della violenza antiebraica
Nel 1946, l’Europa avrebbe dovuto essere il continente della ricostruzione. Per gli ebrei sopravvissuti alla Shoah, fu invece l’anno in cui l’antisemitismo riemerse in modo sistematico e documentato
Il ritorno impossibile. Una casa che non c’è più
Nel dopoguerra, il ritorno di molti sopravvissuti non fu un ricongiungimento. Per molti, le case che cercavano non esistevano più
Il rapporto Harrison – La continuità della prigionia
Il rapporto Harrison mise in luce che il 98% degli ebrei nei DP Camps chiedeva di andare in Palestina, ma lo 0% riceveva una priorità di emigrazione.
Il filo spinato dopo la Shoah
Nel dopoguerra, il filo spinato non spariva: cambiavano soltanto i guardiani.
Riprendiamoci la memoria. Un progetto di Free4Future
Può sembrare paradossale, ma l’antisemitismo che risorge e che attacca oggi nella sua forma più brutale, quella eliminazionista, si nutre anche di memoria.
RIPRENDIAMOCI LA MEMORIA
Quando pensiamo al 1945, immaginiamo la fine di un incubo. Ma per molti ebrei sopravvissuti alla Shoah, il dopoguerra non fu un ritorno alla vita: fu l’inizio di un altro tipo di solitudine







