
Il 3 settembre 1939, mentre la Germania invadeva la Polonia, Moshe Shertok era seduto nell’ufficio del feldmaresciallo Archibald Wavell al Cairo. Si era recato appositamente in Egitto per proporre la creazione di una forza militare ebraica da schierare contro il nazismo.
I due uomini, seduti uno di fronte all’altro, provenivano da mondi lontanissimi.
Wavell aveva 56 anni e un occhio solo, l’altro lo aveva perso nelle Fiandre nel 1915. La sua carriera militare era iniziata durante la Seconda guerra anglo-boera, combattuta tra il 1899 e il 1902 tra la Gran Bretagna e le due repubbliche indipendenti boere del Transvaal e dello Stato Libero dell’Orange in Sudafrica.
Shertok ne aveva 45, era nato in Ucraina in una famiglia sionista, emigrato in Palestina a dodici anni, cresciuto tra Tel Aviv e Ramallah, laureato a Istanbul e alla London School of Economics. Da sei anni dirigeva il dipartimento politico dell’Agenzia ebraica, l’organismo che rappresentava l’Yishuv, la comunità ebraica di Palestina, di fronte alle autorità britanniche del Mandato.
Shertok propose a Wavell la creazione di una forza militare ebraica, da impiegare a difesa della Palestina mandataria ed eventualmente su altri fronti. La risposta fu negativa, dal momento che Wavell riteneva, in primis, i territori del Mandato al sicuro da minacce immediate, poi aggiunse che la formazione di una forza militare ebraica, con bandiera propria, avrebbe sollevato l’opposizione di tutti gli arabi. Ma c’era di più.
Quattro mesi prima, il governo britannico aveva pubblicato il Libro Bianco di MacDonald, dal nome del segretario alle Colonie Malcolm MacDonald, un documento che limitava drasticamente l’immigrazione ebraica nella Palestina mandataria a un numero esiguo, 75.000 persone nei cinque anni successivi e bloccava la vendita di terre agli ebrei.
L’obiettivo del documento fu rassicurare gli arabi che la Palestina mandataria sarebbe rimasta a maggioranza araba, così da tenerli lontani, invano, dalle potenze dell’Asse alla vigilia del conflitto. Invano, perché già dall’inizio degli anni ‘30, il nazionalismo arabo si era allineato coi fascismi europei, dunque quello britannico consistette in un tentativo di contenere il più possibile un danno già occorso.
Per il movimento sionista fu un colpo durissimo: la porta dell’Yishuv si chiudeva proprio quando in Europa la persecuzione degli ebrei si faceva più feroce. Se gli ebrei volevano rendersi utili, disse Wavell, c’erano altri modi, potevano arruolarsi come medici, meccanici o ingegneri. Shertok propose persino di condurre i preparativi in segreto ma Wavell giudicò l’idea impraticabile e fu, per altro, la stessa cosa che raccomandò nel suo rapporto a tal proposito inviato al War Office della Corona.
Shertok tornò nell’Yishuv con un rifiuto in tasca eppure non si arrese: nei cinque anni successivi continuò a bussare a ogni porta, dal War Office, al Colonial Office fino a Downing Street, incassando altrettanti no.
Solo nell’estate del 1944, quando Churchill impose la propria volontà alla burocrazia imperiale, arrivò il sì definitivo.
La decisione del primo ministro fu determinata un po’ da convinzioni proprie – simpatizzava per il movimento sionista – e un po’ per via di pressioni internazionali – in particolate dagli Stati Uniti. Su tutto questo, ebbe probabilmente un grande peso anche la tragedia della Shoah, ormai sotto gli occhi di tutti – anche se la storiografia continua a sostenere che solo con la liberazione dei campi si sia appreso dell’immane genocidio. Una posizione cui fece eco una dichiarazione di Chaim Weizmann, che nel marzo 1944 scrisse a Churchill quanto fosse doveroso permettere a una forza di ebrei liberi di “vendicare i martiri e aiutare a liberare i sopravvissuti”.
Il 3 luglio 1944, nonostante l’opposizione militare e burocrartica, Churchill dichiarò che c’erano “buoni motivi per considerare” la proposta della creazione di una forza ebraica, che trovò l’appoggio del presidente Roosevelt il 28 agosto 1944.
La formazione della Brigata fu annunciata ufficialmente dal War Office il 19 settembre 1944 e confermata da Churchill alla Camera dei Comuni il 28 settembre.
Fu costituita integrando tre battaglioni ebraici del preesistente Palestine Regiment, addestrata in Egitto – sempre per non irritare gli arabi – e infine inviata a combattere sul fronte italiano.






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