
«Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.»
Hans Jonas, Il principio responsabilità, 1979
Hans Jonas nacque il 10 maggio 1903 a Mönchengladbach, in Renania, da una famiglia ebraica borghese. Studiò filosofia a Friburgo, Berlino e Marburgo, dove fu allievo di due dei maggiori pensatori del Novecento: Edmund Husserl e Martin Heidegger. Quest’ultimo, noto come il filosofo più influente della sua generazione, nel 1933 divenne un sostenitore del nazismo.
Jonas lasciò la Germania nell’anno stesso in cui Hitler salì al potere. Aveva trent’anni.
Emigrò dapprima in Inghilterra, poi nela Palestina mandataria, dove si stabilì e dove cominciò a costruire la vita intellettuale e personale che avrebbe portato avanti per il resto della sua esistenza. Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, si arruolò nell’esercito britannico. Nel 1944, alla notizia della formazione della Brigata Ebraica, non esitò a chiedere il trasferimento. Voleva combattere contro il nazismo che aveva contaminato uno dei suoi mentori, come ebreo, sotto la bandiera con la stella a sei punte. La richiesta fu accolta.
Combatté in Italia, sul fronte romagnolo, nella primavera del 1945. Fu durante questa campagna sul Senio che apprese della morte di sua madre Rosa, deportata ad Auschwitz e uccisa nella camera a gas.
La notizia segnò per sempre il suo rapporto con la Germania e con il suo antico maestro, Heidegger: ruppe con lui definitivamente e non tornò mai più sui suoi passi. Scrisse in seguito che quella rottura fu per lui non solo personale ma anche filosofica: un pensiero che aveva portato a quella complicità non poteva essere considerato innocente.
Dopo la guerra, combatté ancora nella Guerra d’Indipendenza israeliana del 1948, poi si trasferì negli Stati Uniti, dove insegnò alla New School for Social Research di New York. Nel 1979 pubblicò Das Prinzip Verantwortung, Il principio responsabilità, il saggio che lo rese celebre in tutto il mondo e che è oggi considerato uno dei testi fondamentali dell’etica contemporanea.
Jonas vi elaborò una “filosofia della responsabilità verso le generazioni future, verso la vita e verso il pianeta”. Un pensiero nato, almeno in parte, dall’esperienza di un uomo che aveva attraversato la guerra, la perdita, il tradimento di un maestro e la nascita di uno Stato.
Morì il 5 febbraio 1993 a New York, a 89 anni.






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