Tre donne nate in Germania tra il 1947 e il 1952, figlie di sopravvissuti, cresciute in un’Europa in cui l’ebraismo non era più una presenza viva, ma un’assenza dolorosa.
Latest articles
Né mare né terra: la mappa del rifiuto
Le fonti mostrano che il respingimento non fu un fenomeno episodico o marginale, ma una componente strutturale del contesto europeo in cui la Shoah si sviluppò.
Fuga dalla Shoah: i profughi alla deriva
Come accadde lungo i valichi di terra, anche in mare il respingimento e l’accanimento contro i profughi non fu un insieme di episodi isolati, ma una prassi ricorrente e coerente.
Respinti dalla Svizzera, lo sterminio evitabile
La storia di Giorgio Latis e quella della famiglia Gruenberger mostrano con chiarezza che il respingimento fu una scelta che produsse conseguenze immediate e irreversibili.
1938, Evian: nasce la non azione internazionale
Evian dimostrò pubblicamente che la comunità internazionale riconoscesse il problema, ma non intendeva farsene carico.
“Cosa me ne faccio di un milione di ebrei?”
Il 19 marzo del 1944, quando la Germania occupò l'Ungheria, cominciò la deportazione: tra maggio e luglio, circa 437.000 ebrei vennero trasferiti ad Auschwitz-Birkenau.








