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Il Jihad scopre il camion

Un bilancio fu devastante: 86 morti, tra cui 15 minorenni, e 458 feriti

Il 14 luglio 2016, sulla Promenade des Anglais di Nizza, circa trentamila persone assistevano ai fuochi d’artificio della festa nazionale francese. Terminato lo spettacolo, la folla iniziò a disperdersi.

Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31 anni, franco-tunisino residente a Nizza, era già pronto ad agire. Camionista disoccupato con precedenti per violenza domestica, non era noto alle autorità come terrorista. Secondo i familiari, la sua radicalizzazione all’ISIS sarebbe avvenuta in poche settimane.

Nei giorni precedenti aveva effettuato sopralluoghi sulla Promenade e noleggiato un camion Renault Midlum da 19 tonnellate. Alle 22:34 del 14 luglio lanciò il mezzo sulla zona pedonale, guidando a zig-zag per quasi due chilometri e sparando anche con una pistola. La corsa terminò quando la polizia riuscì a fermarlo e ad abbatterlo.

Il bilancio fu devastante: 86 morti, tra cui 15 minorenni, e 458 feriti. 

L’ISIS rivendicò l’attentato, definendo Bouhlel un proprio soldato. Nei mesi successivi, la propaganda jihadista indicò esplicitamente l’uso dei veicoli come metodo di attacco semplice ed efficace. Il 19 dicembre 2016, un camion colpì il mercatino di Natale di Berlino causando 12 vittime: il modello inaugurato a Nizza era già diventato una strategia terroristica consolidata.

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