
ISIS-K, lo Stato Islamico nella provincia del Khorasan, è oggi una delle organizzazioni jihadiste più letali al mondo, capace di colpire dall’Afghanistan alla Russia. Nato nel 2015 sulle macerie di altri gruppi armati dell’Asia centrale e meridionale, ha costruito in meno di un decennio una struttura paramilitare autonoma, una rete di reclutamento internazionale e una capacità operativa che lo distingue nettamente dal modello del lupo solitario diventato familiare in Europa occidentale. Capire come funziona, da dove viene e cosa vuole è indispensabile per valutare la minaccia che rappresenta per il continente.
1. Cosa significa Khorasan
Il nome Khorasan indica un’antica regione storica e culturale che nei secoli ha compreso porzioni di Afghanistan, Iran orientale, Pakistan e Asia centrale. Si tratta di un territorio senza confini statali moderni, scelto deliberatamente dall’ISIS per evocare un’epoca pre-coloniale e per rivendicare una continuità ideale con i primi califfati islamici. Wilayat Khorasan, la «provincia del Khorasan», fu annunciata dal Califfato centrale nel gennaio 2015 come propria espansione nell’Asia meridionale, pochi mesi dopo analoghe dichiarazioni di nuove «province» in Libia, Yemen e nella penisola del Sinai, annunciata già nel novembre 2014.
2. Le origini
ISIS-K nasce dalla confluenza di gruppi diversi, alcuni dei quali esistevano già autonomamente prima di aderire al progetto del Califfato. Come ha documentato Antonio Giustozzi nel suo studio The Islamic State in Khorasan, basato su interviste dirette a comandanti e affiliati dell’organizzazione, il nucleo fondante comprendeva disertori della Tehrik-e Taliban Pakistan, i talebani pakistani, distinti da quelli afghani, insieme a piccoli gruppi salafiti già attivi nelle province orientali dell’Afghanistan, frange del Movimento Islamico dell’Uzbekistan, e persino simpatizzanti isolati riuniti sotto sigle come Khilafat Afghan o il Muslim Dost Group. Ciascuno di questi gruppi aveva una propria storia e una propria area di influenza prima di confluire nella nuova provincia.
Il primo governatore di Wilayat Khorasan fu Hafiz Saeed Khan, ex comandante della TTP nel distretto pakistano di Orakzai. Abdul Rauf Khadim, fondatore di uno dei gruppi confluiti nella nuova organizzazione, ne fu tra le figure di spicco iniziali fino alla sua morte nel febbraio 2015. Il Califfato centrale, guidato da Abu Bakr al-Baghdadi, inviò successivamente propri emissari per supervisionare l’organizzazione, il che costituisce un legame diretto, anche logistico, tra Wilayat Khorasan e il vertice dello Stato Islamico in Siria e Iraq.
3. Cosa lo distingue dai talebani
La differenza più rilevante tra ISIS-K e i talebani afghani non è tattica ma ideologica. I talebani perseguono un progetto nazionale, limitato all’Afghanistan come spazio politico e territoriale definito. ISIS-K rivendica invece un jihad senza confini, in continuità con la dottrina dello Stato Islamico centrale, secondo cui la guerra permanente è condizione necessaria all’esistenza stessa dell’organizzazione e l’imposizione violenta della sharia precede ogni altra forma di legittimità politica. Questa divergenza ha prodotto, fin dal 2015, scontri aperti tra le due organizzazioni in diverse province afghane, in particolare nelle zone orientali di Nangarhar e Kunar.
4. La proiezione verso l’Occidente
Per quasi un decennio ISIS-K rimase percepito, fuori dai confini regionali, come una minaccia confinata all’Afghanistan e al Pakistan. Quella percezione è cambiata radicalmente il 22 marzo 2024, quando quattro uomini armati è entrato nel Crocus City Hall, un grande complesso per concerti alle porte di Mosca, e ha aperto il fuoco sulla folla in attesa di uno spettacolo musicale, incendiando poi l’edificio. Morirono almeno 149 persone, oltre seicento rimasero ferite: l’attentato più letale avvenuto suolo europeo dall’eccidio nella scuola di Beslan, sempre in Russia, occorso nel 2004. Gli aggressori, quattro cittadini tagiki tra i 19 e i 32 anni, furono arrestati nelle ore successive mentre tentavano di raggiungere il confine con l’Ucraina.
L’attacco al Crocus City Hall di Mosca de marzo 2024, ha segnato la prima operazione di massa di ISIS-K fuori dal proprio tradizionale teatro afghano-pakistano, e ha dimostrato una capacità organizzativa raramente vista nel terrorismo jihadista che ha attaccato l’Europa nell’ultimo decennio con reclutamento internazionale a distanza, pianificazione logistica transnazionale e una catena di comando capace di dirigere un’operazione complessa in territorio straniero. Secondo le autorità americane, l’attacco fu motivato anche dalla volontà di colpire la Russia per il suo sostegno ai talebani afghani — rivali storici di ISIS-K — e per il suo intervento militare in Siria a fianco del regime di Bashar al-Assad.
5. Perché l’Europa la osserva con attenzione
A differenza del modello del lupo solitario, radicalizzato online e privo di addestramento, che ha caratterizzato gran parte degli attentati jihadisti in Europa occidentale dopo il 2016, ISIS-K mantiene tuttora una struttura paramilitare riconoscibile, una capacità di addestramento sul terreno e una rete di reclutamento che attraversa più paesi dell’Asia centrale e meridionale. È questa combinazione di ideologia globale, struttura organizzativa solida e capacità operativa dimostrata fuori dal proprio territorio d’origine che rende ISIS-K una delle minacce jihadiste più seguite dai servizi di intelligence europei, anche in assenza di prove di una rete attiva sul suolo del continente.






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