
Nel 2016 il terrorismo jihadista in Europa ha cambiato volto. Le cellule strutturate, formate da uomini addestrati in Siria, armati e coordinati dall’ISIS, con attentati pianificati per mesi erano diventate sempre più difficili da mantenere operative, perché i servizi di sicurezza le identificavano e le smantellavano molto velocemente.
Per contrastare tutto questo, fu necessario modellare una nuova minaccia: adesso, chi voleva colpire poteva farlo da solo, con quello che aveva a disposizione, senza bisogno di ricevere ordini, addestramento o finanziamenti da nessuno.
L’ISIS aveva capito che per seminare terrore bastava un camion, una macchina o un coltello.
Dopo l’attentato di Nizza del 14 luglio del 2016, che ha inaugurato questa stagione di morte e di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, il 19 dicembre 2016, a Berlino Anis Amri, un criminale tunisino che si era radicalizzato nelle moschee salafite, scagliò un camion contro il mercatino di Natale di Breitscheidplatz causando 12 morti.
Il 22 maggio 2017, a Manchester, Salman Abedi, figlio di rifugiati libici e cresciuto in quella stessa città, assemblò una bomba artigianale e si fece esplodere all’uscita di un concerto di Ariana Grande, causando 22 morti, la vittima più giovane una bambina di 8 anni..
Il 17 agosto 2017, a Barcellona, una cellula aveva pianificato un attacco con centoventi chilogrammi di esplosivo artigianale, abbastanza da devastare mezza città ma la fabbrica di bombe saltò in aria tre giorni prima e iI terroristi ripiegarono su un furgone, con cui uccisero 13 persone.
Il modello era stato immediatamente acquisito e messo in pratica in rapida successione. Questa settimana vedremo come.






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