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1990, l’islamismo politico arriva in Italia

Nel gennaio 1990, l’UCOII è la prima organizzazione islamica italiana a proporsi come rappresentante unico su scala nazionale

Questa settimana raccontiamo come nacque, nel gennaio 1990, la prima organizzazione islamica italiana a proporsi come rappresentante unico su scala nazionale: chi la fondò, tra cui Hamza Roberto Piccardo, ex militante di estrema sinistra convertito all’Islam; quali ambizioni aveva fin dal primo giorno; e quante moschee governa oggi quella rete nata in una manciata di mesi ad Ancona.

L’organizzazione si chiama UCOII, Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia. Nacque dalla fusione di sigle già esistenti: le componenti siriana e palestinese dell’USMI, un’organizzazione studentesca musulmana attiva in Italia da decenni, insieme a gruppi femminili islamici e allo stesso Piccardo. Alla presidenza andò Nour Dachan, medico siriano trapiantato nelle Marche. Nel 2020 il segretario generale della Grande Moschea di Roma, inaugurata nel 1995 e da sempre il principale polo islamico italiano di orientamento saudita e marocchino, accusò pubblicamente Dachan di essere il fondatore della Fratellanza Musulmana in Italia. Alla segreteria dell’UCOII andò Ali Abu Shwaima, leader della componente palestinese.

Nacque così un’organizzazione con un obiettivo preciso: diventare l’unico rappresentante dei musulmani in Italia. Non è un’ambizione nata per caso. È lo stesso obiettivo che “The Project” del 1982 indicava esplicitamente: controllare i centri di potere locali al servizio del movimento. Otto anni dopo quel documento, in Italia, quel principio prese la forma di un’organizzazione con nomi, sedi, funzionari e attivisti

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