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2017, terrore a Barcellona

Avevano un obiettivo ma non i mezzi per portarlo a termine.
O meglio, non avevano l’esplosivo ma avevano ancora i furgoni

La notte tra il 16 e il 17 agosto 2017, una casa nella cittadina di Alcanar, sulla costa della provincia di Tarragona, esplose. Le autorità catalane inizialmente pensarono  a una fuga di gas o a un laboratorio clandestino di droga. Due uomini erano morti nell’esplosione mentre un terzo, gravemente ferito, fu trasportato all’ospedale di Tortosa. Nessuno sospettava, in quel momento, che si trattasse di una fabbrica di bombe, con cui una cellula dell’ISIS stava preparando uno degli attentati più devastanti della storia della Spagna e, probabilmente, d’Europa.

Nella casa di Alcanar erano stoccati circa 120 kg di TATP, triacetone triperoxide, lo stesso esplosivo usato al Bataclan e a Bruxelles, insieme a 120 bombole di gas butano e propano, 500 litri di acetone e 340 litri di acqua ossigenata. Il piano originale, come hanno ricostruito Fernando Reinares e Carola García-Calvo, sulla base dei documenti giudiziari e delle interviste agli investigatori spagnoli, prevedeva di noleggiare due furgoni e caricarli con l’intero esplosivo, per farli esplodere nel centro di Barcellona, in un luogo non ben precisato tra la Sagrada Família, il Camp Nou, e Las Ramblas.
L’esplosione accidentale della fabbrica di bombe scongiurò la catastrofe solo che, a quel punto, i nove terroristi avevano un obiettivo ma non avevano più i mezzi per portarlo a termine.
O meglio, non avevano più l’esplosivo ma avevano ancora i furgoni.

Il 17 agosto 2017, alle 16:50, Younes Abouyaaqoub è salito sul furgone Fiat Talento noleggiato e ha guidato dall’ingresso del Plaça de Catalunya verso il cuore di Las Ramblas, il viale alberato che attraversa il centro di Barcellona. Era un giovedì pomeriggio di agosto e la zona era affollata. Abouyaaqoub si è scagliato a tutta velocità zigzagando tra la folla per quasi cinquecento metri, cercando di colpire il maggior numero possibile di persone. Il suo gesto ha causato tredici vittime e oltre cento feriti. Poi ha abbandonato il furgone, ha ucciso a coltellate il proprietario di un’automobile per rubargliela e ha forzato un posto di blocco della polizia catalana, facendo perdere le proprie tracce.

Nove ore dopo, gli altri membri della cellula sono saliti su un’automobile a Cambrils, una località balneare a 130 km da Barcellona, e hanno investito i passanti sul lungomare. Dopo essersi schiantati contro un mezzo delle forze dell’ordine, i cinque sono riusciti comunque a scendere  dall’auto e hanno continuato a infierire contro i passanti con coltelli e un’ascia. Prima che la polizia uccidesse i cinque attentatori, una donna ha perso la vita e molti altri sono rimasti feriti.

Younes Abouyaaqoub fu rintracciato e ucciso quattro giorni dopo in una zona rurale vicino a Subirats, a sud di Barcellona, da due agenti che erano stati avvertiti da alcuni abitanti della zona.
Nella vita lavorava come operaio metalmeccanico e i suoi colleghi lo descrivevano come un ragazzo responsabile.

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