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Manchester Arena: la bomba contro le ragazze

La scelta del bersaglio non fu per nulla casuale: quel concerto di musica pop, che riuniva tante ragazze e bambine, era un’onta per l’ISIS

Salman Abedi era nato il 31 dicembre 1994 a Manchester, figlio di rifugiati libici arrivati in Gran Bretagna nel 1993. Il padre Ramadan era stato membro del Gruppo Islamico Combattente Libico, l’organizzazione armata che combatteva contro Gheddafi. La famiglia trovò asilo a Manchester.

Nel 2011, quando la guerra civile libica abbatté il regime di Gheddafi, il padre Ramadan tornò in Libia con i figli per partecipare alla lotta. Salman aveva sedici anni. Secondo la Manchester Arena Inquiry, quell’esperienza ebbe un peso significativo sulla sua radicalizzazione. Il rapporto finale attribuì alla famiglia una «responsabilità significativa» nel processo che lo portò al terrorismo, individuandola nelle «opinioni estremiste» dei genitori e nella loro partecipazione al conflitto libico.

Il giorno del concerto, Salman era lì da quasi un’ora. Nei giorni precedenti aveva effettuato tre sopralluoghi dell’Arena e quella sera si era nascosto in un angolo poco visibile alla sorveglianza e aveva aspettato che la folla in uscita riempisse lo spazio intorno a lui.
Secondo le indagini, almeno un partecipante al concerto lo notò e lo segnalò al personale di sicurezza, tuttavia la segnalazione rimase senza seguito.

Alle 22:31 Salman si è fatto esplodere. La bomba che portava nello zaino, che si era fatto da solo con esplosivo artigianale e un carico di bulloni e chiodi, per massimizzare la devastazione, detonò nel mezzo della folla.

22 persone morirono e ci furono oltre mille feriti.
La vittima più giovane fu Saffie-Rose Roussos, di soli otto anni.

La scelta del bersaglio non fu per nulla casuale: quel concerto di musica pop, che riuniva tante ragazze e bambine, era un’onta per l’ISIS, perché rappresentava il tipo di vita occidentale da colpire. La stessa logica che ha spinto i terroristi di Hamas a colpire il festival Nova il 7 ottobre 2023 dove, infatti, la violenza contro le donne è stata mirata e sistematica.

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