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Serhane Ben Abdelmajd Fakhet: “intriso di jihad”

Aderì prima al movimento Tablighi Jamaat, per entrare poi nell’orbita della cellula di Al Qaeda guidata da Abu Dahdah

Serhane Ben Abdelmajd Fakhet era arrivato in Spagna dalla Tunisia nel 1990 come dottorando in Economia, grazie a una borsa di studio del governo spagnolo. Fu durante gli anni passati nella capitale spagnola che si avvicinò alle frange islamiste presenti in città. In particolare, aderì prima al movimento Tablighi Jamaat, per entrare poi nell’orbita della cellula di Al Qaeda guidata da Abu Dahdah. 

Abbracciò l’Islam salafista jihadista, quello più radicale, che rimprovera i musulmani che ascoltano musica o coloro che lavorano in locali che vendono alcol. Quello che punta il dito contro gli imam che non predicano il jihad nelle moschee e che distribuiva ai propri correligionari fotocopie dei discorsi di Bin Laden. 

Per questo, i commilitoni di Fakhet lo descrissero più tardi come «una persona intrisa di jihad».

Nel novembre 2001, quando la polizia spagnola incastrò e smantellò la cellula di Abu Dahdah, Fakhet riuscì a sfuggire alla cattura e, dal momento che i due capi “in carica” erano stati arrestati, diventò responsabile operativo della rete che avrebbe eseguito gli attentati a Madrid tre anni dopo.

L’11 marzo 2004, alle 7:37 del mattino, dieci degli ordigni piazzati, inseriti all’interno di altrettanti zaini, esplosero su quattro treni pendolari nei pressi della stazione di Atocha, vicino Madrid.  Persero la vita 191 persone e ci furono migliaia di feriti.

Meno di un mese dopo, il 3 aprile 2004, quando la polizia individuò il luogo in cui si rintanava la cellula terroristica, a Leganés, i sei attentatori, Fakhet compreso, fecero esplodere l’appartamento con un ordigno preparato con lo stesso esplosivo usato per il treno. Morirono tutti.

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