
Il report documenta una dimensione dell’orrore che supera la morte fisica: la violenza non si è fermata con il decesso delle vittime, ma è proseguita attraverso atti sistematici di abuso sessuale post-mortem e profanazione dei cadaveri, documentati in più siti con modalità ripetitive.
Il caso di Joshua Mollel Il report descrive il brutale trattamento del corpo di Joshua Mollel, un giovane studente tanzaniano. Video diffusi da Hamas lo mostrano mentre viene trascinato e picchiato dalla folla. Anche dopo che era ormai privo di vita, il suo corpo è stato calpestato, accoltellato e colpito da spari alla testa. In un video pubblicato sul canale ufficiale di Hamas, Joshua appare parzialmente spogliato, in mutande, con le gambe visibilmente spezzate, mentre il suo cadavere viene trasportato su un camion dove i miliziani lo calpestano.
Oggetti estranei e mutilazioni Le testimonianze dei soccorritori offrono prove agghiaccianti della profanazione dei corpi femminili. Un volontario ha raccontato il ritrovamento di una donna con le gambe divaricate: nel tentativo di ricomporla, ha scoperto che era impossibile chiuderle le gambe a causa di alcune lattine inserite profondamente nella sua vagina. Altri soccorritori hanno descritto corpi mutilati con chiodi conficcati nell’addome e organi genitali colpiti da raffiche di proiettili a bruciapelo dopo la morte. In un caso estremo, un testimone ha riferito di aver rinvenuto il corpo di un uomo con i genitali amputati e infilati nella sua stessa bocca.
Lo sfregio dei volti e la profanazione digitale Il personale dell’obitorio di Shura ha identificato un pattern specifico: molte donne, dopo essere state uccise con colpi al cuore, sono state colpite ripetutamente al volto e agli occhi. L’assenza di sanguinamento conferma la loro natura post-mortem. I terroristi hanno usato poi i telefoni delle vittime per pubblicarele foto dei cadaveri martoriati direttamente sui loro profili social, costringendo familiari e amici a scoprire la verità nel modo più sadico possibile.
Questi atti configurano il crimine di guerra di oltraggio alla dignità personale, che il diritto internazionale estende espressamente ai defunti. Le prove sono agli atti.
Domani: il sesto crimine documentato — nudità forzata ed esposizione delle vittime.






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