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Due donne, una speranza

Ada Sereni e Ruth Aliav Klüger hanno rischiato tutto, per dare una speranza in più a tutti coloro che erano sopravvissuti.

L’immigrazione ebraica clandestina verso la Palestina mandataria fu un fenomeno che attraversò l’Europa e il Mediterraneo, per un decennio, dal 1938 al 1948. Tra tutti i protagonisti di  questo “ingranaggio della speranza”, unica possibilità di salvezza  per migliaia di esseri umani in fuga dall’annientamento, ci sono due donne straordinarie:  Ada Sereni e Ruth Aliav-Klüger.

Ada Ascarelli Sereni nacque a Roma nel 1905. Aveva conosciuto suo marito, Enzo Sereni, a scuola e, con lui, era immigrata nell’Yishuv. Era ritornata in Europa nel 1945  alla ricerca proprio di Enzo, che si era paracadutato oltre le linee tedesche e che, dopo essere stato catturato, aveva trovato la morte al campo di Dachau nel 1944. 

Ada giunse in Italia il 3 luglio 1945 con l’esercito britannico,  ufficialmente per assistere la Brigata Ebraica, in realtà, per compiere una “missione” affidatale dall’Agenzia Ebraica, vale a dire l’organizzazione dell’immigrazione clandestina dei sopravvissuti allo sterminio dai porti italiani ed europei verso la Palestina mandataria.

Sereni si occupò dell’acquisto di navi in modo clandestino, soprattutto pescherecci o vecchi battelli inadatti alla navigazione nonché di trattare con mediatori marittimi e armatori. Inoltre, organizzò il trasferimento dei profughi dai DP Camps verso i porti, procurò viveri, documenti, coperture e negoziò con autorità civili e militari italiane.

Come è facile immaginare, non sempre le cose andarono per il verso giusto. La Sereni fu anche arrestata e, soprattutto, assistette a partenze annullate all’ultimo momento, a navi fermate, a mesi di lavoro cancellati in poche ore. Nel libro  I clandestini del mare è proprio la Sereni a raccontare fatti e personaggi di queste operazioni.

In totale, grazie al lavoro instancabile di Ada Sereni, partirono dall’Italia circa 38 navi,  portando verso la Palestina mandataria circa 28.000 persone. L’ultima nave salpò da Formia il 14 maggio 1948. A bordo, però, non c’erano più clandestini e nemmeno navi della marina britannica pronte a fermarli. Quel giorno, infatti, era stata proclamata la nascita dello Stato di Israele. 

Ruth Aliav Klüger nacque a Kiev nel 1910, in un’Europa orientale segnata da pogrom, guerre e spostamenti forzati. Entrò giovanissima nel movimento giovanile sionista-socialista Ha-Shomer ha-Za’ir, studiò a Vienna, imparò molte lingue e sviluppò una capacità che sarebbe diventata decisiva: muoversi tra mondi diversi senza attirare attenzione.

Nel 1930 emigrò nell’Yishuv. Dopo un periodo nel kibbutz Mishmar ha-Emek, si trasferì a Tel Aviv e iniziò a lavorare nel dipartimento Relazioni Estere della Histadrut. Nel 1938 venne reclutata da Eliyahu Golomb e Berl Katznelson nella Mossad le-Aliyah Bet, l’organizzazione incaricata di aggirare le restrizioni britanniche all’immigrazione ebraica. Era l’unica donna.

Nel 1939 fu inviata in Romania, sotto copertura come rappresentante del Keren Kayemet le-Israel. La sua reale missione, però, fu quella di far uscire il maggior numero di ebrei dall’Europa. Iniziò a intrecciare contatti con funzionari governativi, armatori, uomini d’affari e leader comunitari. Tra le sue imprese ricordiamo l’organizzazione della Tiger Hill. Ruth Aliav KlügerIn riuscì a far salpare la nave Tiger Hill dal porto di Constanza, con circa 1.400 persone a bordo e che arrivò al largo di Tel Aviv il 2 settembre 1939, un giorno dopo l’invasione di Danzica.

Ancora una volta, sono state delle donne a profondere energie per garantire un futuro al popolo ebraico. Così come nei DP camps le donne furono in parte il cuore pulsante della rinascita e promotrici della memoria e dello spirito dell’Ebraismo, così Ada Sereni e Ruth Aliav Klüger, all’esterno del filo spinato, hanno rischiato tutto, per dare una speranza in più a tutti coloro che erano faticosamente sopravvissuti.

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