
Il report dedica una sezione specifica alla violenza sessuale contro le vittime maschili. Sebbene le donne costituiscano la maggioranza numerica, il documento identifica un pattern chiaro di tortura e umiliazione sessualizzata contro gli uomini, sia durante l’attacco che in cattività.
L’evidenza sul campo I soccorritori hanno documentato mutilazione genitale post-mortem su corpi maschili: vittime con i genitali amputati o colpiti da scariche di proiettili a bruciapelo. Un giovane è stato rinvenuto lungo la Strada 232 con bruciature localizzate esclusivamente nell’area inguinale, indicando l’uso di acceleranti. Almeno un uomo sopravvissuto al festival Nova ha testimoniato di essere stato violentato sul posto da più aggressori — testimonianza confermata da un esame poligrafico e dalle cartelle cliniche. «Facevano quello che volevano con me. Mi sento sporco tutto il tempo. Oggi mi faccio la doccia mille volte al giorno e sento ancora disgusto. Non sono mai tornato me stesso fisicamente.»
Le testimonianze degli ostaggi maschi Guy Gilboa Dalal ha descritto un episodio in cui un carceriere, sotto minaccia di coltello alla gola, lo ha palpeggiato e ha strofinato i propri genitali contro il suo ano per diversi minuti. «Non avevo via di fuga.»
Rom Braslavski, 19 anni al momento del rapimento, è stato tenuto completamente nudo, legato e frustato per quasi tre mesi consecutivi: «Lo scopo era umiliarmi, distruggere la mia dignità.»
Alon Ohel ha riferito che il suo carceriere entrava nella doccia per insaponargli il corpo con forza, usando il pretesto della “cura della pelle” per toccarlo.
Eliya Cohen ha descritto le umiliazioni sistematiche nei tunnel: «Venivano nella nostra stanza una o due volte a settimana e dicevano: “Su, tutti, toglietevi i vestiti e la biancheria intima.” Era molto umiliante. Molto.»
La serie si conclude qui. “Silenced No More” non è l’unico documento. Il Dinah Project — finanziato dal governo britannico, prodotto dall’Università Bar-Ilan — ha raggiunto lo stesso risultato con metodo indipendente, ed è stato presentato all’ONU. Nel 2025 le Nazioni Unite hanno inserito Hamas nella lista nera delle organizzazioni che usano la violenza sessuale come arma di guerra. Chi ancora nega le atrocità del 7 ottobre e l’intento genocidario dei terroristi lo fa sapendo cosa c’è scritto in questi report. È una scelta. E come ogni scelta, ha conseguenze.






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