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Spari mirati a cancellare un viso

Il terzo crimine documentato in “Silenced No More”: spari deliberati mirati a cancellare l’identità delle vittime. Le prove forensi non lasciano dubbi

Il terzo pattern documentato dalla Civil Commission riguarda una pratica che medici legali e volontari descrivono come sistematica: colpi d’arma da fuoco mirati a cancellare l’identità delle vittime. Non ferite accidentali da combattimento ma una firma deliberata: spari agli occhi, al viso e ai genitali, spesso dopo la morte.

La testimonianza dal morgue di Shura Shari Mendes, dell’unità femminile che ha preparato i corpi delle soldatesse per la sepoltura, ha riportato scenari agghiaccianti: molte giovani donne presentavano colpi diretti agli occhi e al cranio, esplosi dopo che la vittima era già stata uccisa con un colpo al cuore. «Sembrava che la deturpazione dei loro visi avesse uno scopo preciso.» Noa Lewis, un’altra volontaria: «Il viso è il sé interiore che emerge. C’è qualcosa nell’essere colpite in faccia che non mi abbandona. Erano belle. Erano belle per me.»

Il caso di Yam Goldstein-Almog A Kfar Aza, i terroristi hanno ucciso il padre Nadav davanti alla moglie Chen e ai quattro figli. Mentre la famiglia veniva trascinata fuori, la figlia maggiore Yam, vent’anni, è svenuta. Chen e la figlia Agam hanno cercato di rianimarla. Un terrorista ha trascinato via Agam per i capelli. Secondi dopo, Chen è tornata e ha trovato Yam colpita in faccia. «Un buco si era aperto, i denti erano esposti, il sangue usciva dalla testa, e lei aveva le convulsioni.»

Agam ha testimoniato: «Sapevano perché lo stavano facendo. C’è questa malvagità della messa in scena — “Guarda, le abbiamo sparato in faccia, l’abbiamo sfigurata, una bella donna.” Non è solo sparare ma voler deformare.» Dopo l’uccisione, i terroristi hanno fotografato il corpo di Yam con il telefono del fratellino.

I video agli atti La Commissione ha esaminato doversi filmati girati dai terroristi: in uno, una donna viene colpita all’area genitale mentre è ancora viva; in un altro, delle soldatesse nascoste sotto i tavoli vengono trovate e uccise. Indagini indipendenti hanno documentato corpi di soldatesse colpite direttamente nella vagina.

Il report giunge alla conclusione che questi atti non rispecchiano ferite da combattimento ma vere e proprie firme.

Domani: il quarto crimine documentato — uccisione ed esecuzione in concomitanza con la violenza sessuale.

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