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La Fratellanza Musulmana in USA

Parte Quarta – Dal dottorato in California alla presidenza dell’Egitto: il caso Morsi e la rete americana della Fratellanza

Per capire la portata del caso Mohamed Morsi bisogna fare un passo indietro e chiarire una cosa: cosa significa, concretamente, “entrare” nella Fratellanza Musulmana.

Non si tratta di un movimento a iscrizione pubblica. L’adesione è strutturata, graduale e interna. Prevede l’inserimento in una usra — una piccola cellula di base composta da pochi membri — dove si svolge formazione religiosa e ideologica, sotto la supervisione di un responsabile. Solo attraverso questo percorso si diventa membri effettivi dell’organizzazione.

Mohamed Morsi si trovava negli Stati Uniti alla fine degli anni Settanta. Conseguì un dottorato alla University of Southern California e insegnò alla California State University, Northridge. È in questo periodo che entrò formalmente nella Fratellanza.

Perché questo è rilevante? Perché significa che, in quegli anni, negli Stati Uniti esisteva già una struttura interna capace di accogliere nuovi membri secondo le regole del movimento. Non un semplice ambiente di simpatizzanti, non solo associazionismo religioso, ma una rete organizzativa operativa.

Negli anni Settanta la presenza della Fratellanza in America si articolava attorno alla Muslim Students Association (fondata nel 1963) e a centri islamici collegati a dirigenti egiziani emigrati dopo le repressioni di Nasser. Attorno a questi ambienti si erano formate cellule e reti locali, inclusa la California.

Quando si dice che Morsi entrò nella Fratellanza negli Stati Uniti, si sta dicendo che l’adesione avvenne dentro questo sistema organizzativo americano. Non fu un’affiliazione retroattiva, né una semplice simpatia ideologica maturata altrove. L’ingresso avvenne in territorio statunitense, all’interno di strutture già operative.

Nel 2011, dopo la Rivoluzione egiziana e la caduta di Hosni Mubarak, Morsi fu tra i co-fondatori del Freedom and Justice Party, il braccio politico dei Fratelli Musulmani, e ne divenne presidente. Nel 2012 venne eletto presidente della Repubblica araba d’Egitto. Il 3 luglio 2013 fu deposto dalle forze armate dopo massicce proteste popolari; venne arrestato insieme ad altri leader della Fratellanza e il movimento fu dichiarato fuorilegge in Egitto.

Il punto non è biografico. È organizzativo. Mostra che, già alla fine degli anni Settanta, gli Stati Uniti erano uno spazio pienamente funzionante per l’adesione formale alla Fratellanza. L’appartenenza formalizzata in California mantenne continuità anche dopo il rientro in Egitto, confermando la natura transnazionale del movimento.

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