
Il festival Nova non è stato solo il teatro di un massacro, ma l’epicentro di una frenesia di violenza sessuale senza precedenti. Su circa 3.400 giovani riuniti nel deserto, 396 furono uccisi e 44 rapiti. I numeri non raccontano l’orrore metodico: il report della Civil Commission conclude che lo stupro è stato usato come metodo centrale di guerra e di terrore, volto a distruggere non solo i singoli, ma il tessuto sociale stesso di un intero popolo.
Le prove raccolte in due anni di indagini dimostrano che queste atrocità non furono atti isolati di “miliziani fuori controllo”, ma seguivano pattern operativi ripetitivi e coordinati documentati in molteplici siti.
La testimonianza di Darin Komarov Nascosta in una roulotte per sette ore, Darin è stata una testimone auricolare della metodica del branco. Ha descritto come i terroristi si passassero le vittime: «Dopo che uno finiva, diceva all’altro di salire — “ta’al” in arabo — come al prossimo». Il report evidenzia un dettaglio agghiacciante: mentre stupravano, i perpetratori ridevano e scherzavano, trasformando la violenza in uno spettacolo di dominazione. Una volta usciti, i soccorritori trovarono corpi di donne con le gambe divaricate e ferite genitali così estreme che, come descritto da Darin, «sembrava che l’intera parte inferiore del corpo fosse esplosa».
La testimonianza di Raz Cohen Nascosto a pochi metri da un furgone bianco sulla Strada 232, Raz ha assistito a una sequenza di tortura sessuale e omicidio. Ha visto una donna trascinata fuori, violentata brutalmente e accoltellata a morte. Il report sottolinea che in molti casi, come questo, la violenza non si fermava con il decesso: i terroristi continuavano a violentare i cadaveri, un atto volto alla massima umiliazione post-mortem della vittima.
La violenza contro gli uomini Per la prima volta, il report analizza in modo dedicato il pattern degli stupri contro uomini e ragazzi, confermando che la violenza sessuale è stata un’arma di castrazione psicologica ed emasculazione. Un sopravvissuto, la cui testimonianza è stata confermata da esami forensi e poligrafici, ha raccontato di essere stato trattato come una “bambola sessuale” da un intero gruppo. «Mi sento sporco tutto il tempo… non sono mai tornato me stesso fisicamente», ha dichiarato, descrivendo un trauma che il report definisce come una “impronta indelebile sulla società”.
Questi casi non sono anomalie: sono la prova di una strategia deliberata che ha trasformato i corpi delle vittime in trofei di guerra.
Domani: il secondo crimine documentato — tortura sessuale e mutilazioni intenzionali.
Fonte: Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas, “Silenced No More”, maggio 2026




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