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Missili e repressione: competenze del Reich in Medio Oriente

I nazisti che fuggirono in Egitto e in Siria, vennero reclutati per sfruttarne le competenze sviluppate in Germania

I nazisti che arrivarono in Egitto e in Siria dopo il 1945 vennero immediatamente reclutati per via delle competenze sviluppate in Germania. Furono soprattutto determinanti per la gestione della repressione del dissenso e per lo sviluppo di tecnologie militari atte a combattere lo Stato di Israele.

Walter Rauff rappresenta il caso più emblematico in questo senso. Entrato nelle SS nel 1937, aveva fatto rapida carriera nel servizio di sicurezza e tra il 1941 e il 1942 aveva lavorato allo sviluppo dei gaswagen, i camion camere a gas con cui vennero uccisi migliaia di ebrei nell’Europa orientale. Nel 1942, venne inviato in Tunisia per supervisionare la persecuzione degli ebrei locali e poi passò in Italia, reclutato come alto funzionario della Polizia segreta per la repressione della Resistenza.

Arrestato dagli anglo-americani nel 1945, Rauff scappò dal campo di internamento alla fine del 1946 e si nascose a Roma, dove organizzò le ratlines verso il Medio Oriente, reclutando ex ufficiali nazisti come consiglieri tecnico-militari per il regime siriano. Tra la fine del 1948 e i primi mesi del 1949 si trasferì anche lui a Damasco con la famiglia e contribuì al colpo di Stato del marzo 1949. Subito dopo, fu assunto per riorganizzare la polizia politica siriana sul modello della Gestapo nazista, con l’applicazione degli stessi metodi e delle medesime strutture utilizzati in Europa.

Per quel che concerne l’Egitto, invece, gli ex nazisti specializzati nella repressione operarono come consulenti della polizia segreta. Uno di loro fu Leopold Gleim, ex capo della Gestapo a Varsavia, si convertì all’islam assumendo il nome Ali al-Nahar e mise le sue competenze in materia di tortura al servizio del regime. Non fu l’unico a convertirsi: Heinrich Willermann, ex ufficiale SS in Polonia e Ucraina divenne Naim Yachim, mentre Joachim Dömling e Heinrich Sellmann assunsero rispettivamente i nomi Ibrahim Mustafa e Hamid Sulaiman.

Parallelamente, centinaia di tecnici e scienziati nazisti vennero assorbiti nei progetti missilistici destinati a rafforzare la capacità bellica contro Israele. Wilhelm Fahrmbacher, ex esperto d’artiglieria della Wehrmacht, arrivò con una quarantina di ufficiali al seguito. Wilhelm Voss, ex generale delle SS e direttore delle officine Škoda nella Cecoslovacchia occupata, mise la sua esperienza industriale al servizio della produzione bellica egiziana.

Nel 1960 arrivarono anche Wolfgang Pilz, Hans Kleinwachter e Paul Görcke, che avevano sviluppato il progetto missilistico “Veronica”. Eugen Sänger, esperto di propulsione a reazione, venne scelto per dirigere la comunità scientifico-militaria tedesca. Tre officine alla periferia del Cairo lavoravano a caccia supersonici, missili tattici e il missile balistico V2. Qui,  nel 1964 Willy Messerschmitt varò il primo jet da combattimento egiziano.

Per saperne di più, visita anche la mostra “Gerarchi in fuga. Dove scapparono i nazisti, chi li aiutò e chi li accolse”, presso il Museo Ebraico di Bologna, dal 25 gennaio al 30 giugno 2026.

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