
Nel 1979 una rivoluzione rovesciò la monarchia iraniana e diede vita alla Repubblica islamica. Questa serie ne ricostruisce la storia e la fa cominciare ventotto anni prima, con una disputa sul petrolio.
Nel 1951 il parlamento di Teheran approvò la nazionalizzazione dell’industria petrolifera, controllata fino ad allora da una società britannica, l’Anglo-Iranian Oil Company. Il governo nazionalista di Mohammad Mossadegh ebbe il compito di attuarla. Due anni dopo, quel governo cadde per un colpo di Stato organizzato con l’appoggio di Stati Uniti e Gran Bretagna, e lo scià recuperò il pieno controllo del paese.
In quei tre anni comparvero tutti i protagonisti dei decenni successivi: la monarchia, il nazionalismo laico, il clero sciita, il partito comunista, un piccolo gruppo islamista armato e le potenze occidentali. Comparve anche un equivoco destinato a pesare a lungo. Washington e Londra lessero la crisi nazionale iraniana con le categorie della guerra fredda e scambiarono un movimento che rivendicava la sovranità sulle risorse del paese, per l’anticamera di una presa del potere comunista.
Come poté una battaglia per il petrolio diventare, un quarto di secolo più tardi, l’origine di una rivoluzione islamica?
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