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Zvi Malkin, l’uomo che catturò Eichmann

Adolf Eichmann viveva indisturbato in Argentina. Protetto da documenti falsi e conduceva un’esistenza normale

L’11 maggio 1960 Peter Zvi Malkin aspetta lungo una strada periferica di Buenos Aires. È in attesa di un uomo che deve tornare a casa dal lavoro, come ogni sera. L’uomo si fa chiamare Ricardo Klement, vive con la famiglia, prende l’autobus ogni giorno per andare al lavoro e rientra sempre alla stessa ora. Da anni.

Nessuno lo disturba. Nessuno lo cerca. Eppure quell’uomo è Adolf Eichmann, uno degli organizzatori della deportazione e dello sterminio degli ebrei d’Europa.

Malkin non è lì per caso. È nato nel 1927 a Żółkiewka, un piccolo shtetl della Polonia orientale, in una famiglia ebraica povera ma molto unita, con le case dei parenti che si affacciano le une sulle altre e la vita quotidiana condivisa. Accanto all’abitazione dei genitori vive la sorella maggiore Fruma: bionda, con gli occhi azzurri, poco più che ventenne all’inizio degli anni Trenta, già sposata e madre di tre figli. Per Peter non è solo una sorella. È una presenza costante, una seconda madre, la figura adulta che lo accudisce più spesso durante l’infanzia.

Negli anni Trenta, quando l’antisemitismo in Polonia cresce e diventa sempre più violento, i genitori di Peter riescono a ottenere alcuni certificati di immigrazione per la Palestina sotto il Mandato britannico. Sono pochi, contingentati. Non bastano per tutti. Peter parte parte per primo, lascia indietro sua sorella Fruma con i tre figli di lei e circa 150 parenti. I visti per loro non arrivano in tempo.

Durante la Shoah, Fruma, i suoi bambini e quasi tutta la comunità ebraica locale vengono deportati nei campi di sterminio. Insieme a loro vengono assassinati anche molti altri parenti stretti della famiglia Malkin. Un’intera rete familiare cancellata.

Per anni, in casa Malkin, di questa fine si parla poco. Come accade spesso, il silenzio serve a tenere insieme ciò che è sopravvissuto. Solo poco prima della missione del 1960, la madre di Peter gli racconta per la prima volta i dettagli. Gli dice come Fruma e i bambini sono stati uccisi. Peter ascolta. Poi risponde con una frase priva di enfasi: «Fruma sarà vendicata».

Adolf Eichmann viveva indisturbato in Argentina. Protetto da documenti falsi, silenzi e reti di fuga, conduceva un’esistenza normale. È questa normalità a rendere più evidente l’incompletezza della giustizia del dopoguerra. Quando Malkin gli si avvicina quella sera, gli si rivolge con le poche parole di spagnolo che conosce. Poi lo immobilizza, lo carica in macchina con gli altri agenti e lo porta via, verso Gerusalemme dove l’ex gerarca viene finalmente processato e condannato per i suoi crimini.

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