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1944-1948: quattro anni per riorganizzare lo sterminio

Dal 1944 al 1948, l’evoluzione dei piani del nazionalismo arabo per eliminare gli ebrei in Palestina

Reel settimana 4 – 1

1944
Il 2 novembre 1944 la Germania nazista firmò un accordo con Hajj Amin al-Husseini, Gran Muftì di Gerusalemme. Il Reich stava perdendo la guerra, ma i suoi vertici trovarono tempo e risorse per pianificare il futuro.
L’accordo prevedeva armi per la guerra contro gli ebrei in Palestina dopo la caduta del Reich: depositi nascosti, aerei, istruttori, migliaia di fucili e munizioni. Il Ministero degli Esteri tedesco promise pagamenti anche dopo la guerra.

Già un mese prima, il 6 ottobre, cinque paracadutisti erano partiti da Atene per cominciare a cercare i depositi per le armi. Tra loro Hassan Salameh, maggiore della Wehrmacht di cui abbiamo parlato in un precedente post. Atterrarono nella valle del Giordano, ma furono catturati dieci giorni dopo dai britannici.

A Berlino, Fawzi al-Qawuqji collaborò con la Wehrmacht producendo rapporti militari. Nei Balcani, divisioni SS musulmane combatterono in Croazia e Bosnia, perseguitando ebrei e civili.

1945
Nel maggio 1945, la Germania si arrese e il Reich cessò di esistere. Il Gran Muftì fuggì in Svizzera, fu consegnato ai francesi e detenuto vicino a Parigi, da dove riuscì a fuggire nel 1946 raggiungendo il Cairo.
Prima di partire, trasferì fondi nazisti in Svizzera e Iraq.

Gli Alleati lo cercarono come criminale di guerra, ma non fu mai processato. Intanto i sopravvissuti della Shoah erano stati raccolti nei Displaced Persons camps e tentarono di raggiungere la Palestina, venendo bloccati dai britannici.

Le SS bosniache si sciolsero e i loro uomini si dispersero in Italia. Qawuqji rimase nascosto a Berlino, ormai occupata dai sovietici.

1946
Nel maggio 1946 il Gran Muftì arrivò al Cairo accolto come un eroe. La Lega Araba lo nominò capo del Comitato Esecutivo Arabo Palestinese.
Usò i fondi nazisti per finanziare operazioni armate ed eliminare oppositori.

Nello stesso periodo, Qawuqji lasciò Berlino e raggiunse Damasco scampando alla giustizia. Nei DP camps l’Haganah iniziò ad addestrare combattenti.
Gli ex SS bosniaci si spostarono verso il Libano.

1947
Nel novembre 1947, l’ONU votò la fattibilità di una partizione della Palestina. Il giorno dopo le violenze nella regione si acuirono.
Nei DP camps la notizia fu accolta con entusiasmo e l’Haganah intensificò il reclutamento.

In Siria, la Lega Araba organizzò addestramenti con volontari arabi ed ex soldati europei, inclusi ex Wehrmacht e le SS bosniache.
Salameh tornò operativo in Palestina e Qawuqji fu nominato comandante dell’Esercito di Liberazione Arabo.

1948
Il 14 maggio 1948 David Ben Gurion proclamò lo Stato di Israele. Otto ore dopo, gli eserciti di Egitto, Siria, Libano, Iraq e Giordania invasero il paese.
Tra le forze arabe combatterono Salameh, Qawuqji ed ex soldati tedeschi e SS.

Dall’altra parte combatterono migliaia di sopravvissuti all’Olocausto arruolati nei DP camps, spesso senza addestramento.
Tanti di loro non si incontravano per la prima volta, si erano già conosciuti nei lager. 

Eppure, in quel maggio del 1948 molte cose erano cambiate: adesso chi aveva subito un genocidio aveva uno Stato e un esercito e nessuna intenzione di farsi sterminare di nuovo.

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